Le donne e la kick boxing: "Per sentirsi più sicure"

Roberto Cucina, Pino Cacciatore, Marco Tuttoilmondo, Veronica Angarella, Federico Zito, Valentina Massaro, Aldo Bonifazio, Matteo Guddo e Antonio Pellicari con il maestro Valerio Calò.
Aumentano le ragazze che praticano corsi di autodifesa, orientandosi sopratutto verso le discipline marziali
di MARGHERITA INGOGLIAPalermo. I casi di violenza contro le donne, che spesso compaiono nelle cronache, spingono sempre più ragazze a frequentare i corsi di autodifesa. E aumenta anche il numero delle palestre che accolgono donne che vogliono praticare la Kick boxing. Valerio Calò, maestro di questa disciplina al Marte club di via Montegrappa a Palermo racconta: "Il corso di autodifesa tende a valorizzare soprattutto l’aspetto meno debole del gentil sesso affinché possa difendersi nei momenti di estrema necessità".
Imparare a difendersi dai malintenzionati aiuta ad essere più sicure. "La kick boxing - aggiunge il maestro Calò - è uno sport da combattimento e in qualche modo copia lo stile del karate; più che una disciplina di autodifesa, è una disciplina di 'offesa', ha il compito di intuire anticipatamente le intenzioni dell’avversario e precedere le mosse di quest’ultimo – continua sorridendo -. Le motivazioni per cui iniziare a seguire una disciplina come la kick boxing, sicuramente sono infinite, il mio allievo Roberto Cucina ad esempio, è un carabiniere: le forze dell’ordine, al di là dei vantaggi professionali da sfruttare in concorsi interni, devono sapersi difendere, visti i pericoli in cui incorrono giornalmente".
Le ragazze si allenano intensamente per circa sei ore la settimana, sotto la vigilanza del loro maestro, meticoloso nella cura delle mosse. “Ho iniziato per necessità lavorative, mi alleno con il maestro Valerio ormai da quattro anni e mi trovo benissimo – dice Valentina Massaro campionessa regionale 2009 di kick boxing –. Faccio la cubista e la modella e, in quell’ambiente non si può mai abbassare la guardia”.










