02/09/2014 -

Edilizia, i costruttori: «In Sicilia persi 80 mila posti, lo Sblocca-Italia non può bastare»

Il presidente dell’Ance: «Mancano dall’elenco del governo Renzi opere fondamentali come la Tangenziale di Palermo»

di GERARDO MARRONE

«Non possiamo programmare appalti per il 2015, bisogna fare prima. Molte aziende edili siciliane rischiano di non arrivare alla fine dell'anno. I lavoratori del settore, intanto, sono già 80 mila in meno. Senza contare l'indotto». Salvo Ferlito, presidente regionale dell'associazione costruttori-Ance, non riesce a esultare per lo “SbloccaItalia” appena varato dal governo Renzi: «Chiediamo provvedimenti ad hoc, per cantieri da aprire nei prossimi due o tre mesi e non l'anno venturo. Non dimentichiamo, poi, i tempi di pagamento degli enti pubblici. Non voglio dare sempre addosso allo Stato, al governo, perché anche noi siciliani abbiamo le nostre responsabilità. Lo SbloccaItalia, però, va bene unicamente se lo consideriamo un punto di partenza. Da solo, non serve certo a rimetterci in piedi».


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